index

  

La Calabria costituisce l'estrema regione meridionale della penisola italiana. Penisola essa stessa, confina a nord con la BASILICATA, si allunga in direzione sud-sud-ovest per circa 250 Km, con una strozzatura mediana (istmo di catanzaro) in corrispondenza degli opposti golfi di Squillace e di Sant'Eufemia. E' bagnata dal mar Ionio a est e a sud -con lo stretto di Messina che la separa dalla Sicilia- e dal mar Tirreno a ovest. E' divisa ammistrativamente in cinque provincie: COSENZA, la più settentrionale, la più vasta e la più montuosa, CATANZARO al centro,REGGIO CALABRIA la meno estesa, all'estemo sud, e infine CROTONE e VIBO VALENTIA, diventate provincie autonome in tempi recenti. Si distinguono nella regione quattro rilievi principali: il POLLINO, al confine con la BASILICATA, a nord (Serra Dolcedorme,2.271 m), dal quale si stacca la catena costiera che corre lungo il versante tirrenico e culmina nel monte CUCUZZO (1.541 m.); gli altipiani interni della Sila, estendendosi su tutta la zona centro orientale della regione (Sila Greca; Sila Grande e Sila Piccola) e culminante nel monte Botte Donato (1.929 m.); le Serre (Monte Pecoraro, 1.420 m.) e l'Aspromonte (Montalto, 1.956 m.), a sud; a ovest delle Serre si erge isolato, a dominio del Capo Vaticano, il piccolo altopiano del Poro (707 m.). La piana di Sibari percorsa dal fiume CRATI, e le brevi pianure costiere di Sant'Eufemia Lametia, di Gioia (o di Rosarno) e poche altre minori costituiscono l'esigua superficie pianeggiante della Calabria, prevalentemente montuosa e collinosa. Al tempo di una vigorosa colonizzazione greca nell'VIII e VII secolo A.C., le colonie più famose furono SIBARI,CROTONE, LOCRI,e infine REGGIO. La lotta tra i Greci e le popolazioni locali si concluse solo con la conquista romana nel II secolo A.C. . Dopo la caduta di Roma, la Calabria ebbe un periodo di relativo benessere sotto gli OSTROGOTI. La dominazione Bizantina, dal VII secolo, formò l'unità della regione, che cominciò a chiamarsi CALABRIA (fino ad allora: BRUTIUM). Passata ai Normanni e quindi agli Svevi, che furono in complesso buoni sovrani, la regione risentì moltissimo del malgoverno Angioino, Aragonese e quindi Spagnolo per la feroce oppressione dei grandi feudatari sui contadini. Si capisce quindi come il filosofo calabrese Tommaso Campanella, imprigionato dagli Spagnoli dal 1599 al 1626 per aver organizzato una rivolta, nutrisse la speranza, nella sua opera "LA CITTA' DEL SOLE", di uno Stato perfetto, governato da un principe sacerdote, sapiente e illuminante come il sole. Durante le lotte di liberazione del Risorgimento, la Calabria fu teatro dell'infelice tentativo d'insurrezione dei Fratelli Bandiera (1844), fucilati dai Borbonici. Dopo l'annessione al Regno d'Italia (ottobre 1860), nella zona montuosa dell'Aspromonte avvenne un doloroso scontro fra le truppe governative di Garibaldi (estate 1862) avviati alla conquista di Roma. Qui Garibaldi stesso venne ferito e fatto prigioniero.