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Lungo la salita Antico Senato, in un angolo nascosto sorge un edificio di epoca federiciana-sveva, di evidente influsso e fattura di maestranze d'oltralpe. In pietra squadrata e lavorata, con archi e portali ogivali, la costruzione a pianta rettangolare quasi quadrata è caratterizzata, all'interno, da due campate di crociera costolonate su pilastri quadrangolari. Risulta inserita a mezza costa lungo il fianco del crinale che porta in cima alla città e quindi ha un lato semincassato nel terreno. Sul prospetto principale di testata vi è un portale in blocchi di pietra lavorata; altro analogo è sul fianco longitudinale, dove si notano tre esili monofore; la copertura risulta realizzata con volte a crociera portogivali a due campate, a profilo semicircolare. E' di architettura tardo gotica, importata per lo più dalla Francia meridionale, da protomastri francesi, borgognoni o provenzali, con innesto di costruttori locali. E' impropriamente conosciuta come Chiesetta di S.Maria della Pietà, ma sicuramente fu una sala capitolare di un edifìcio attiguo molto più grande andato distrutto nel corso di uno dei numerosi terremoti. Solo dopo il 1850 il vescovo Mons. Pasquini, la consacrò a Chiesetta, probabilmente asservita al Palazzo della Famiglia Maiorana, che è attiguo. E' un gioiello di rara fattura in un contesto urbano di tutt'altra natura architettonica.