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Il Golfo di Squillace (anticamente: Scylleticus Sinus o Scyllaceus Sinus in latino) è situato sulla costa ionica calabrese. Si estende da Isola Capo Rizzuto fino a Punta Stilo, attraverso le province di Crotone, Catanzaro. Prende il suo nome attuale dalla cittadina di Squillace posta al centro del golfo.


Riferimenti storici

In antichità era noto come Scylleticus Sinus, dall'antica città costiera di Skylletion, che secondo Strabone si trovava sulla costa orientale del Bruttium (grosso modo l'odierna Calabria), sulla costa di una ampia baia a cui dava il nome. È questa la baia, oggi conosciuta come golfo di Squillace, che incava la costa calabrese ad est così profondamente come l'Hipponium o Terina (l'attuale golfo di Sant'Eufemia) ad ovest, tanto da formare un'istmo relativamente stretto tra i due golfi. Il golfo fu sempre considerato pericoloso dai marinai; per questo Virgilio lo chiama navifragum Scylaceum. Per tutta la sua estensione non esiste alcun porto naturale, ed anche  per  questo fino a  tutto  il  XIX secolo mantenne una pessima fama a causa dei naufragi che avvenivano davanti alle sue coste. Il nome si ritrova sia in alcuni scritti di Aristotele che in alcuni di Antioco di Siracusa, anche se sembra non fosse noto a Tucidide, quando racconta il viaggio di Gylippus lungo le coste del Bruttium.

Curiosità

Esiste un famoso detto tra i marinai che recita: "il golfo di Squillace dove il vento mai tace". Questo perché la zona del golfo è sempre battuta da forti venti.