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PRIMI INCENDI!

Con le prime giornate di caldo si registrano i primi incendi stagionali. Come quello che si è verificato nel fine settimana a Squillace Lido, in località “Porto Rhoca”, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza un’area interessata da un vasto incendio che ha minacciato alcune abitazione di un villaggio turistico residenziale. In particolare, le squadre dei distaccamenti di Soverato e di Sellia Marina sono state impegnate con ben dieci unità e tre automezzi, con il supporto di un’autobotte. Squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro sono state impegnate per incendi di sterpaglie in tutta la provincia. In località Soverito, nella frazione di Sant'Elia di Catanzaro, un rogo ha coinvolto due box, con struttura in legno e lamiera, situati nelle vicinanze di alcune abitazioni. Il tempestivo intervento dei pompieri ha evitato il propagarsi delle fiamme, anche se uno dei box, contenente attrezzi per l'agricoltura e materiale vario, è andato completamente distrutto. Una squadra  dei volontari del distaccamento dei vigili del fuoco di Taverna, inoltre, è stata impegnata ad Albi, in località “Diromo”, per un incendio di sterpaglie e macchia mediterranea. L'intervento, risultato molto difficoltoso in quanto effettuato in una zona impervia e non raggiungibile con il mezzo in dotazione, ha evitato che le fiamme si propagassero ai boschi della  Presila catanzarese. In tutti gli episodi non si sono registrati danni a persone.

Salvatore Taverniti


VALORIZZARE I PICCOLI BORGHI

«Nella scorsa legislatura abbiamo approvato la legge sui piccoli comuni che punta a tutelare e valorizzare i piccoli borghi italiani. Adesso sarà nostro compito attuare questa legge e dotarla dei finanziamenti necessari». Lo ha affermato Paolo Parentela, deputato del M5S, concludendo il convegno su “Ricettività diffusa e nuovo modello di sviluppo turistico territoriale”, svoltosi a Squillace, su iniziativa dell’associazione “La Rete”. «Occorre spianare la strada al turismo 2.0 e alle nuove forme di ospitalità – ha aggiunto il parlamentare – cercando di sfruttare meglio e potenziare la ferrovia ionica. Altra proposta che porteremo avanti è l’istituzione dei biodistretti, con lo sviluppo dell’enogastronomia: il comprensorio squillacese può giocare un ruolo importante in questo settore». «L’iniziativa de “La Rete” – ha spiegato la presidente dell’associazione Rita Lami – parte dalla proposta di utilizzare le case sfitte del borgo e della marina per l’accoglienza dei turisti». Per il sindaco Pasquale Muccari, secondo cui Squillace ha nel turismo la principale speranza di sviluppo, occorre lavorare per intercettare i fondi europei stanziati per questo settore. L’assessore comunale al turismo Giusy Ciciarello ha precisato che «solo politiche comuni, con la promozione integrata del territorio e una corretta gestione dei servizi, possono portare allo sviluppo di un nuovo modello ricettivo quale è l’albergo diffuso». La dirigente del settore industria alberghiera del Dipartimento “Turismo” della Regione M. Gabriella Rizzo si è soffermata sulle norme regionali che regolamentano l’ospitalità diffusa. «Ci sono tante forme che la Regione finanzia – ha affermato – ma sono i comuni a dover incentivare i privati in questo senso, attraverso anche un percorso di verifica dei posti letto. Ed è importante valutare anche i bandi ministeriali, meglio dotati finanziariamente». Con la relazione del commercialista Giuseppe Merante sono stati illustrati gli aspetti fiscali in materia; mentre l’operatore turistico Vito Ciccarello ha messo a disposizione la sua esperienza per chi intende avviare un’attività nel settore. Claudio Rijllo, del direttivo “La Rete”, infine, si è intrattenuto sulle varie piattaforme di offerta turistica presenti sulla rete internet.

Salvatore Taverniti

CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO

 Lavorare insieme per far crescere la comunità. E’ con questo presupposto che prosegue a Squillace il percorso di formazione promosso dall’amministrazione comunale con il “Centro servizi per il volontariato” (Csv) di Catanzaro per la qualificazione dell’operato delle associazioni locali iscritte allo specifico albo comunale. L’idea è stata proposta dall’assessore comunale alla partecipazione e programmazione Franco Caccia, secondo cui «il benessere della comunità si costruisce insieme, ma per riuscire a lavorare insieme bisogna attrezzarsi. Si chiama lavoro di rete la capacità di condividere e possibilmente raggiungere obiettivi ritenuti di interesse comune tra associazioni diverse». A sviluppare fasi e contenuti del lavoro di rete è stato il direttore del Csv di Catanzaro Stefano Morena, il quale, attraverso mirati lavori di gruppo, ha facilitato il confronto tra i referenti delle associazioni coinvolte. E’ apparso a tutti chiaro che il lavoro di rete non si identifica con l’uso di tecniche, ma prima è necessario disporre della “volontà di stare insieme”. Nel corso dell’intervento, è stato evidenziato che «solo in presenza di questa imprescindibile componente sarà possibile condividere difficoltà, ma anche le emozioni positive che nascono dall’esperienza rigenerante del costruire insieme soluzioni, in molti casi originali, alle necessità del proprio contesto. Per creare una buona base di lavoro è necessario procedere ad un’analisi condivisa circa le caratteristiche, quali-quantitative dei problemi che si intendono affrontare . E’ questa la fase in cui spesso emergono differenze di vedute che un buon lavoro di sintesi e di armonizzazione può produrre concreti piani di lavoro, in cui ognuno può trovare il suo spazio nel perseguimento di ben identificati obiettivi in tempi stabiliti». Per molto tempo si è pensato al mondo del volontariato e del “no profit” come uno spazio occupato da organizzazioni animate da buona volontà. Il continuo evolversi dei bisogni e lo sviluppo di nuove conoscenze nel campo delle scienze organizzative ha di fatto assegnato alle realtà del “no profit” un ruolo centrale per la costruzione di comunità coese e meglio predisposte ad affrontare con successo le sfide della modernità.

Salvatore Taverniti

IL LICEO ARTISTICO UNA RISORSA PER IL TERRITORIO

Il liceo artistico risorsa del territorio, il territorio risorsa del liceo artistico” è il titolo di un incontro-dibattito organizzato dal circolo Pd di Squillace e svoltosi venerdì scorso. L’iniziativa giunge a pochi giorni dalla presentazione, da parte della Provincia di Catanzaro, del progetto preliminare per la costruzione del nuovo liceo artistico a Squillace Lido. La sede attuale dell’istituto scolastico, nel centro storico, viene ritenuta non idonea dalle autorità provinciale, per cui si è deciso di costruire un edificio ex novo nella frazione marina, a pochi metri dalle strutture sportive provinciali esistenti. Il segretario del circolo Pd, Enzo Zofrea, ha parlato di «patrimonio che non può essere disperso, in quanto se non si sposterà la sede del liceo nella zona marina, l’alternativa è la sua chiusura». Portando i saluti del Comune di Squillace, il presidente del consiglio Paolo Mercurio ha sottolineato la collaborazione dell’ufficio tecnico comunale nell’individuazione dell’area, a sostegno della realizzazione di una nuova scuola che darà lustro alla città. Per il dirigente scolastico Tommaso Cristofaro, il liceo artistico, con indirizzo “design”, è una realtà importante nell’assetto del sistema formativo regionale, con obiettivi non limitati all’ambito della ceramica e dell’oreficeria, ma aperti verso nuovi orizzonti. «Ci sono grandi potenzialità - ha aggiunto il preside – ma ci sono difficoltà legate al fatto che questa scuola non gode dell’assunzione di impegno della comunità». Dopo l’illustrazione del progetto preliminare della nuova scuola, il dibattito è stato ampio e articolato, con diversi e interessanti interventi dei professori Pietro Bongarzone, Carmelina Pungillo e Ilaria Megna; l’architetto Antonio Vero; il giornalista Oldani Mesoraca; il consigliere provinciale Riccardo Bruno e il giovane Francesco Severini. Una critica è giunta dagli artigiani ceramisti Claudio Panaia, Tina Gallo e Beatrice Russomanno, i quali hanno lamentato la mancanza, da sempre, di un “trait d’union” tra loro e la scuola, in quanto mai coinvolti sia nella didattica laboratoriale sia nelle decisioni che contano. L’incontro è stato concluso dal presidente della Provincia Enzo Bruno, il quale ha subito precisato che l’azione dell’amministrazione provinciale è limitata alla sola edilizia scolastica e non alla didattica. «Abbiamo messo in campo – ha sottolineato Bruno – ben 2 milioni di euro del bilancio provinciale per non lasciar morire una scuola importante come il liceo artistico. Non volevo che il mio nome venisse legato alla chiusura della scuola, per cui ci siamo impegnati per lanciare il progetto. Credo che nel mese di ottobre prossimo sarà bandita la gara d’appalto e che nel giro di un anno saranno completati i lavori. Vorrei, comunque, precisare che si tratta di una scuola la cui offerta formativa si lega all’intera provincia e non ad un solo comune. Vogliamo che la sua offerta si allarghi ad un bacino ampio che è la direttiva ionica, convinto che il nostro sistema scolastico è uno dei più sicuri. Per quanto riguarda gli artigiani ceramisti, invece, occorre pensare ad un progetto di sviluppo da concordare con gli enti competenti».

Carmela Commodaro