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PERICOLO ETERNIT!

Durante l’ultima ondata di maltempo, a metà gennaio, a Squillace il vento non ha causato solo danni agli alberi e ai pali dell’illuminazione pubblica. In una zona del centro storico, sulla strada si sono abbattuti e spezzati anche pannelli di eternit. Parte della copertura d’amianto di un edificio, attualmente disabitato, situato in via Giovanni Elli, infatti, è stata asportata dal forte vento e si è dispersa nella zona circostante. Una situazione di pericolo, come segnalano alcuni cittadini che abitano in quella zona e che lamentano da anni la presenza dell’eternit e la mancanza di interventi adeguati. Il maltempo e il forte vento ha fatto il resto, scoperchiando una parte del tetto e facendo cadere i frammenti di amianto, che, sempre secondo quanto reso noto dai residenti, sono stati rimossi solo lunedì scorso, a distanza di una dozzina di giorni dall’evento atmosferico. Ieri, uno dei cittadini che abita in via Elli ha nuovamente segnalato al Comune la situazione di pericolo, incassando la promessa che saranno informate le autorità sanitarie provinciali per i provvedimenti conseguenti. «Altri pannelli sono ancora sul tetto di quella abitazione – spiega il cittadino – e sono pericolanti, in quanto non solo possono venire giù con il vento, ma si sbriciolano in particelle e polveri sottili circolanti nell’aria, con conseguenti danni per la salute. C’è pericolo anche per la caduta di tegole, in quanto ce ne sono molte instabili». Circa sette anni fa, l’amministrazione comunale di Squillace aveva emanato un’ordinanza per l'avvio del censimento obbligatorio dell'amianto, necessario per la mappatura e per gli atti successivi della Regione. L'ordinanza era indirizzata a tutti i proprietari di immobili con coperture in lastre di cemento amianto o nei quali siano presenti materiali e prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, nonché ai titolari o legali rappresentanti di unità produttive o altro, al fine di provvedere ad effettuare il censimento degli stessi. Le schede del censimento pervenute sono state poi trasmesse all'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro per il prosieguo dell'iter di competenza. 

Salvatore Taverniti


UN NUOVO PRESIDENTE PER LA DOMUS  PACIS

Paolo Cristofaro è il nuovo presidente dell’associazione “Domus Pacis”, il sodalizio culturale squillacese fondato nel 1958 e che, quindi, quest’anno festeggia i 60 anni di attività. Del nuovo direttivo fanno parte Maria Rosa Commodaro (vicepresidente), Davide Samà (segretario) e Agazio Luca Maida, Giuseppe Abbruzzo, Nicola Talarico e Carmela Facciolo. Il presidente uscente, Davide Samà, ha illustrato le principali attività svolte dalla “Domus Pacis” negli ultimi tre anni, durante una riunione a cui hanno preso parte diversi giovani che hanno chiesto di diventare soci. Secondo quanto dichiarato dal nuovo presidente Cristofaro, «la “Domus” è già a lavoro per portare a compimento tanti obiettivi di valore culturale e sociale, continuando il lavoro svolto dal sodalizio negli anni passati». Tra i progetti annunciati, l’impegno editoriale per la pubblicazione di lavori cartacei e online di carattere divulgativo e informativo, con interesse maggiore per gli studi sulla Calabria; e la partecipazione attiva dell’associazione per la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico della città, con particolare attenzione alla fruizione e alla cura dei numerosi siti d’interesse archeologico presenti sul territorio di Squillace. La “Domus Pacis”, inoltre, ha in programma viaggi e visite guidate, in regione e fuori, come la già annunciata gita a Caserta, per la visita alla Reggia, e a Napoli, prevista per la fine di aprile. «La nostra associazione, che è apolitica, no-profit e aperta a tutti, fedele al suo statuto del 1958 – ha concluso Cristofaro - intende favorire la crescita sociale e culturale della città, organizzando importanti convegni e cicli di conferenze, alcune già in cantiere, per fornire alla comunità squillacese importanti momenti di crescita, di dialogo, di riflessione e di unione fraterna».

Salvatore Taverniti

UN BUON RICICLO!

C’è anche Squillace tra i sette comuni della provincia di Catanzaro, premiati per gli importanti risultati raggiunti nella raccolta differenziata dei rifiuti. L’iniziativa si è svolta ieri mattina alla Cittadella regionale, a Catanzaro. E’ la terza edizione del dossier realizzato da Legambiente Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria. Nello stesso contesto di confronto e di discussione è stato organizzato anche il primo “Ecoforum calabrese dedicato all’economia circolare dei rifiuti”. A rappresentare il Comune di Squillace è stato il sindaco Pasquale Muccari. In base ai dati del 2016, Squillace ha raggiunto il 69,9% di raccolta differenziata. «Un risultato eccezionale – sottolinea Muccari – che ci fa entrare a pieno titolo tra i comuni cosiddetti “ricicloni”. Ma vorrei sottolineare che si tratta di dati riferiti al 2016. Se si considera il risultato raggiunto nel mese di dicembre scorso, i numeri sono di gran lunga migliorati. Nel solo dicembre 2017, infatti, eravamo a quota 87%, con un servizio di raccolta efficiente, che ci costa meno degli altri comuni, anche a fronte di servizi che altri non hanno, vedi raccolta ingombranti, sfalcio e altro, ma che ancora non ci permette di abbassare le tariffe perché sono intanto aumentati i costi del conferimento». Ma non è un obiettivo raggiunto solo dall’amministrazione. Muccari intende condividere il riconoscimento ottenuto da Legambiente e dalla Regione «con i tecnici comunali; con i vigili urbani, che hanno represso il conferimento illegale e le discariche abusive; con gli operatori ecologici che lavorano bene; soprattutto con i cittadini che collaborano attivamente». «Mi auguro – conclude il sindaco – che questi risultati saranno confermati e consolidati anche quest’anno. Siamo alla vigilia di un nuovo bando di gara per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e credo che entro l’estate sarà affidato alla ditta aggiudicataria». Gli altri “comuni ricicloni” della provincia di Catanzaro che hanno ottenuto il riconoscimento sono Cardinale, Amato, San Floro, Gasperina, Albi e Montauro.

Salvatore Taverniti

VALORIZZARE IL TERRITORIO

Cinque comuni del comprensorio si mettono insieme per progettare, programmare e valorizzare il proprio territorio. L’occasione arriva dal Por Fesr 2014-2020. I Comuni di Squillace, Montauro, Montepaone, Soverato e Girifalco puntano sulla selezione di proposte anche integrate di scala territoriale e locale per l’attuazione del programma  Magna Grecia. L’avviso pubblico è del Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo. L’accordo prevede che quattro comuni rivieraschi e un comune dell’interno si mettano insieme per dare vita alla proposta progettuale dell’“Ecomuseo della Memoria. Le Calabrie di Ulisse. Cassiodoro racconta. Continuità, sviluppo e innovazione della bellezza e delle tradizioni dei Luoghi di Cassiodoro”.  Un bando che finanzia progettazione, una svolta straordinaria che non poteva essere mancata da un comprensorio molto premiato dalla programmazione comunitaria  e dalla Regione Calabria già a partire dal 2000. Si parla di borghi medievali di straordinaria bellezza e ricchezza: in primis Squillace, comune capofila della proposta progettuale. Per il castello normanno è proposto un nuovo percorso di visita intorno alle mura e l’arte dei “pignatari” e “fajenzari”, che hanno fatto di Squillace una delle “Città della Ceramica”: sarà esaltata da un percorso di street-art che si snoderà nel centro storico; Montauro, con la sua Grangia, monastero fortificato di epoca normanna, cui saranno dedicate opere di valorizzazione e di creazione di un giardino mediterraneo affacciato sul mare; Montepaone con il potenziamento del Museo del Mare e della Pesca e con l’allestimento di aree sul lungomare dedicate a fraternizzare con il  mare attraverso percorsi di amicizia con l’ambiente marino; Soverato, con l’allestimento di un  percorso subacqueo nell’area archeologica sommersa, dotato di telefruizione in remoto e la realizzazione di un padiglione espositivo open-space per la fruizione dei reperti archeologici più significativi della zona; Girifalco che vanta tradizioni contadine importarti e produzioni agricole legate anche alla produzione per la filatura (seta, canapa, lino, lana) e alla tessitura e che vedrà nell’antico rione Pioppi Vecchi interventi per la valorizzazione delle attività di tutto il comprensorio. La proposta progettuale mira alla creazione di un sistema culturale integrato avente il fine di sviluppare una forte identità territoriale attraverso azioni sinergiche che valorizzino aree archeologiche, strutture storiche, componenti artistiche e contesti urbanistico-architettonici, naturalistici, paesaggistici e ambientali a favore dello sviluppo del territorio.  Sono state coinvolte realtà importanti del territorio per  favorire l’integrazione dei rispettivi obiettivi culturali e lo scambio di esperienze e strategie di comunicazione, tra cui l’associazione “Compagnia teatrale del Grillo”, la fondazione “Armonie d’Arte”, l’associazione “Donne in Arte”, la cooperativa “Nido di Seta”, “I Giardini di Hera”,  “Geofisica”, “Slowfood Soverato” e l’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul medioevo in Calabria: un partenariato veramente importante per una progettualità innovativa ed in accordo con la programmazione comunitaria 2014-2020 e con Matera 2019.

Salvatore Taverniti