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BANDIERA VERDE?

 Lidi frequentati da numerosi villeggianti. Spiaggia libera superaffollata. Ma c’è un “ma”: basta farsi un giro sul lungomare di Squillace per percepire critiche e perplessità di infuriati bagnanti, soprattutto dei comuni del comprensorio, per l’aumento del costo del parcheggio deciso dall’amministrazione comunale di Squillace. Da quest’anno la giunta ha raddoppiato le tariffe per il parcheggio, da uno a due euro per mezza giornata, raddoppiando anche il costo degli abbonamenti per i residente da 10 a 20 euro, fino a raggiungere i 60 euro per i cittadini di Amaroni, Girifalco, Palermiti e Vallefiorita. «Se qualcuno – afferma un cittadino residente in uno dei comuni del comprensorio - pensa di poter gonfiare le casse comunali con i soldi delle famiglie che abitano a pochi chilometri dalla costa, ha pensato davvero male. Da quando eravamo bambini, le cose non sono cambiate: non esiste nessun servizio, tranne nei locali privati; non c’è la possibilità di fare una doccia, lasciando la spiaggia, e non esiste una pedana che permetterebbe ai portatori di handicap di arrivare al mare senza disagio. Quindi, si poteva accettare l'euro che si pagava per mezza giornata, ma questo aumento diventa ridicolo e vergognoso». I bagnanti che in questi giorni giungono al mare di Squillace, dopo aver trovato la sorpresa del ticket raddoppiato, si dicono convinti che agli amministratori comunali sfugga una cosa importante: «senza il turismo locale, che è fatto da famiglie che vivono nei paesi interni, la spiaggia di Squillace Lido sarebbe deserta, perché tornando a quando eravamo bambini, i turisti non c'erano allora e non ci sono neanche oggi». Ironicamente una signora afferma che «forse hanno fatto i parcheggi coperti e non ce ne siamo accorti». E se un’altra signora è convinta che «con questi soldi non si risolveranno i problemi del comune», c’è chi propone di boicottare quest’anno la spiaggia di Squillace: «cambiamo spiaggia, senza polemiche, e il comune si renderà conto dello sbaglio». C’è, però, anche chi è favorevole a pagare di più, ma con la speranza che questo aumento serva a sistemare marciapiedi, ringhiere e asfalto del lungomare. Qualcuno poi ricorda un vecchio progetto, rimasto nel cassetto, di concedere a ciascun comune del comprensorio un pezzo di spiaggia dove poter realizzare un proprio lido al servizio dei rispettivi abitanti. In tempi moderni, una proposta sensata e lungimirante, invece, potrebbe essere quella che guarda alla conurbazione. «Occorre pensare alla grande – rileva l’ex sindaco amaronese Rocco Devito - con la costituzione di un’unica città che comprenda i territori dei comuni della Valle dell’Alessi (Squillace, Amaroni, Palermiti e Vallefiorita). Una necessità avvertita da più parti e tesa a contrastare l’inevitabile spopolamento e impoverimento dei piccoli borghi».

Salvatore Taverniti


UN PROGETTO DI CURA A DOMICILIO

E’ stato avviato dal Comune di Squillace, su iniziativa dell’assessore alla politiche sociali Rosetta Talotta e della funzionaria comunale del settore Grazia Fiorenza, in favore di 15 anziani non autosufficienti o privi di una rete sociale. «I beneficiari - sottolinea Rosa Talotta - possono contare su un’assistenza personalizzata resa da personale qualificato messo a disposizione dagli enti accreditati». Grazie a questa opportunità le persone anziane possono contare su un aiuto qualificato per le faccende domestiche, ma anche un supporto per il potenziamento della vita di relazione. In una società in cui il numero delle persone anziane tende sempre più ad aumentare, la creazione di questi servizi contribuisce a potenziare l’offerta di cura disponibile sul territorio e offrire alle persone anziane la possibilità di essere parte attivita della comunità. E’ dimostrato come la presenza di questi servizi sul territorio tende a ridurre i ricoveri in strutture di tipo residenziale. «Il servizio di cura domiciliare attivato dal nostro comune – aggiunge l’assessore - avrà la durata di due mesi, ma sono in fase avanzata le procedure per l’utilizzo di altre risorse tramite il comune capofila di Soverato». I benefici derivanti dall’offerta qualificata di servizi professionali per l’assistenza a domicilio di persone non autosufficienti riguardano le persone in cura, le loro famiglie, ma anche le persone occupate nei servizi erogati. Il settore della cura, infatti, rappresenta un forte generatore di occupazione qualificata dalle tante potenzialità.

Salvatore Taverniti

CONTRASTO AL DISAGIO SOCIALE

 Non siamo di fronte al reddito di cittadinanza, ma vi somiglia molto l’iniziativa dell’amministrazione comunale di Squillace, che ha approvato un progetto di contrasto al disagio sociale. La giunta, presieduta dal sindaco Pasquale Muccari, nell’ambito degli interventi di inclusione attiva e contrasto alla marginalità sociale, vuole, infatti, promuovere delle attività finalizzate al sostegno delle situazioni di disagio attraverso l’attivazione e lo svolgimento nel territorio comunale di servizi di pubblico interesse e di pubblica utilità esercitate in forma volontaria e flessibile, favorendo l’integrazione sociale e promuovendo il mantenimento e il potenziamento delle capacità personali. Con il progetto di contrasto al disagio sociale, si è voluto, dunque, avviare una forma di assistenza alternativa alla mera erogazione di un contributo economico. L’iniziativa è rivolta prioritariamente a coloro che sono privi di occupazione e non risultano percettori di alcuna forma di prestazione integrativa del salario o di sostegno al reddito. Il progetto prevede la formazione di un elenco di volontari che saranno impegnati nello svolgimento di attività di rilevanza e utilità collettiva a fronte delle quali riceveranno un contributo, una tantum, a titolo di rimborso spese di 500 euro. I cittadini ammessi potranno essere impiegati dall’amministrazione comunale per svolgere servizi di utilità collettiva in specifici moduli operativi che riguardano, per esempio, la cura e la manutenzione della spiaggia, la cura delle aree di verde pubblico, i servizi di supporto di assistenza a persone diversamente abili e anziani, la vigilanza nei pressi di strutture scolastiche, la collaborazione per la realizzazione di manifestazioni culturali, sociali e sportive ed ogni altra attività di interesse collettivo. Il numero di beneficiari sarà stabilito in base alla disponibilità economica di bilancio e le persone da impegnare nei singoli moduli operativi verranno individuate tramite appositi avvisi pubblici.

Salvatore Taverniti