News a cura di Salvatore Taverniti & Carmela commodaro
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23 gennaio 2012

Esplosione a Squillace Lido!

Un’esplosione. Un boato che ha terrorizzato l’intero quartiere marinaro di Squillace. Una bomba carta è stata fatta esplodere, il 20 gennaio, davanti al negozio “Al centro dei sogni”, di proprietà di P.V. Quel che è grave è che l’episodio è accaduto intorno alle ore 21, quando ancora ci sono persone e veicoli in giro. L’esercizio commerciale, che tratta la vendita di bomboniere, porcellane e articoli da regalo, si trova sulla via Nazionale, cioè sulla statale 106, a pochi passi da un distributore di benzina. La bomba è esplosa quando il negozio era chiuso. L’onda d’urto ha danneggiato la saracinesca, piegandola letteralmente. Avvertiti dalla popolazione, sono giunti sul posto i carabinieri del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Girifalco e della stazione di Squillace, che hanno avviato le indagini per accertare la matrice del gesto e individuarne gli autori. Questo genere di episodi si stanno ripetendo con una certa frequenza a Squillace Lido, a tal punto che gli amministratori locali si dicono preoccupati e allarmati. Il sindaco Guido Rhodio, insieme al vicesindaco Luca Occhionorelli, ieri sera si è recato sul posto per rendersi conto personalmente della vicenda. Il primo cittadino ha già chiesto al prefetto e al questore di Catanzaro un incontro urgente per fronteggiare la situazione, che ha raggiunto livelli non più sostenibili dal punto di vista della sicurezza. «E’ questo un modo di agire – ha dichiarato Rhodio – che va interrotto al più presto».
Salvatore Taverniti

Ancora danni per i Comuni minori!

«Un’altra tegola distruttiva sta per abbattersi con cinico sadismo centralistico sulle popolazioni dei Comuni italiani che non hanno la fortuna di essere capoluogo di comprensorio». Lo afferma il sindaco di Squillace, Guido Rhodio, che interviene contro l’eliminazione degli uffici dei giudici di pace. E’ noto, infatti, che in tutti i cosiddetti piccoli Comuni (in Calabria 350 su 408 circa), in base ad un recente decreto legislativo, gli uffici dei giudici di pace rischiano di essere chiusi. Anche in Calabria l’allarme va crescendo, perché numerosissime comunità locali potrebbero quanto prima essere private di servizi fondamentali e primari, come quello della giustizia, ma ci sono anche i servizi postali, finanziari, scolastici, sanitari, espropriando tali comunità del diritto di prossimità e sussidiarietà, garantito dalla Carta dei diritti dell’uomo, dalla Carta delle Autonomie Locali e dalla stessa Costituzione. Il sindaco Rhodio lancia ora l’allarme con una lettera all’Anci nazionale e regionale e a molte autorità di ogni livello, rappresentando «questa crescente insofferenza degli amministratori locali per decisioni centralistiche che hanno il sapore soltanto della cecità politica, dell’impreparazione e della scarsa interpretazione dei bisogni veri che attanagliano le popolazioni, da parte di talune categorie di legislatori, spasmodicamente e pedissequamente accodati alle sponsorizzazioni economicistiche e centralistiche di diverse lobby, che mirano soltanto ad impadronirsi in modo arrogante del potere, espropriando la democrazia popolare». Rhodio, nella lettera, denuncia - come fa anche il presidente della Consulta nazionale dei Comuni con minore dimensione demografica, Giuseppe Torchio - che «la chiusura di numerosissimi uffici giudiziari, come le vecchie preture, e la riorganizzazione dell’amministrazione della giustizia fanno riscontrare una forte anomalia destinata a svuotare sempre più il territorio e a concentrare le funzioni giudiziarie quasi esclusivamente nei capoluoghi di provincia». «Questo “processo di desertificazione” – lamentano Rhodio e Torchio - sembra interessare anche settori, come quello giudiziario, che in passato avevano già subìto drastici tagli, rivelatisi peraltro esiziali, perché non corrispondenti alle aspettative, anzi causa di intasamenti e di malfunzionamenti nell’amministrazione della giustizia». La chiusura di questi uffici, come quelli postali, bancari, scolastici, sanitari, sarebbe il segnale ulteriore, secondo Rhodio, di un degrado e di un disservizio che creerebbe nuovi e più intensi disagi per una vasta platea di utenza. Sempre secondo il primo cittadino squillacese, l’attuazione di norme anche parlamentari e di provvedimenti sulla razionalizzazione della giustizia andrebbe a vanificare tutto l’impegno dei Comuni italiani e della stessa Anci a favore dei piccoli Comuni ed entrerebbe in totale dissonanza con quanto la legge Realacci-Bocchino si propone per la tutela dei centri minori. Per questo motivo, Rhodio ha chiesto una riunione urgentissima a livello regionale sia dell’Anci che delle altre associazioni autonomistiche, nonché degli enti e organismi (sindacati, associazioni di categorie giudiziarie, ecc.) che «non vogliono, contro ogni idea e proposta di decentramento, avallare il disegno centralistico di coloro che puntano, alla fin fine, verso un regime dittatoriale e di soffocamento graduale, ma inesorabile, del pluralismo e delle stesse autonomie locali». Per quanto riguarda il problema del futuro del Giudicato di Pace di Squillace, uno dei più antichi del territorio regionale, il sindaco Rhodio ha convocato per la prossima settimana un’assemblea dei sindaci del mandamento e del comprensorio, nella quale definire concordemente le linee di comportamento della comunità interessate in merito all’esplosivo problema.
Carmela Commodaro

Il sindaco Rhodio preme per la messa in sicurezza della strada denominata " Madonna del Ponte"
Con una lettera indirizzata al presidente della Provincia Wanda Ferro e al dirigente del settore tecnico provinciale Floriano Siniscalco, il sindaco di Squillace Guido Rhodio ha chiesto interventi urgenti per il ripristino e la messa in sicurezza della strada provinciale 53 "Madonna del Ponte". Tale arteria, a causa dei recenti eventi alluvionali, è stata interessata da un vistoso smottamento in località "Bellomena", nel centro abitato. L'inconveniente pregiudica non solo la sicurezza della viabilità e la pubblica incolumità, ma rischia di isolare il centro storico dalla frazione marina e dal capoluogo regionale. Secondo il sindaco Rhodio, infatti, la strada provinciale 162/2 non garantisce un percorso alternativo sicuro, poiché anche questa arteria si presenta sconnessa e compromessa in molti tratti. Il sindaco ha segnalato tali criticità, per conoscenza, anche alla Protezione civile regionale, al Prefetto di Catanzaro, ai carabinieri di Squillace e ai responsabili del settore tecnico e del settore vigilanza squillacesi.
Carmela Commodaro