31 agosto 2010
Murorotto: tra guerrieri e pellegrini

Palermiti - Murorotto: tra guerrieri e pellegrini” è stato il tema di un convegno organizzato dalla parrocchia San Nicola Vescovo di Palermiti, nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna della Luce. Presso i locali della scuola elementare, di fronte ad un numerosissimo pubblico, erano presenti i sindaci di Centrache, Palermiti, San Vito e Squillace, oltre al parroco di Palermiti don Antonio De Gori, i parroci di San Vito e Squillace e altri sacerdoti e laici. Le relazioni sono state svolte da Ulderico Nisticò, Guido Rhodio e Daniele Tommaso Mellace, che hanno fatto il punto sull’enigma del grande manufatto che da sempre è chiamato Murorotto e si suppone fosse una diga sul lago Runci. Gli interventi hanno evidenziato come il territorio sia già in qualche modo segnalato dalla “Tabula Peutingeriana”, una carta stradale romana in cui è segnata una via da Scolacium a Vibo Valentia e che si trovi al centro di strade naturali della Calabria Centrale. Nei giorni scorsi, sempre su iniziativa del parroco don De Gori, è stato rivissuto il pellegrinaggio a piedi da Murorotto a Palermiti, lo stesso percorso che nel lontano 1720, prodigiosamente compì la Madonna della Luce, apparendo nella contrada di San Vito e fermandosi, infine, a Palermiti, scegliendola come "sua dimora". Si racconta, infatti, che nel 1720 alcuni contadini notarono una luce provenire da una zona di San Vito e, incuriositi, giunsero sul luogo. La luce misteriosa proveniva da un quadro su un muro raffigurante una Madonna con in braccio Gesù Bambino e in mano una fiaccola ardente. Molti fedeli giunsero sul luogo, dove avvennero molti miracoli. Diversi muratori, provenienti dai paesi vicini, cercarono di staccare il quadro per portarlo in un luogo che fosse più degno, ma nessuno vi riuscì. Giunse sul posto un certo De Marco, di Palermiti, che al primo colpo di piccone riuscì a staccarlo dal muro. A questo punto tutte le persone reclamavano il quadro, ma decisero di metterlo su un carro trainato da buoi senza guidatore: dove si fosse fermato il carro, lì doveva rimanere il quadro. Il carro attraversò San Vito, Cenadi, Olivadi, Centrache e solo quando giunse a Palermiti i buoi si inginocchiarono nelle vicinanze della vecchia chiesa di San Giusto dove il quadro venne sistemato.
Salvatore Taverniti
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28 febbraio 2011

Palermiti vuole l'istituzione della caserma dei carabinieri

PALERMITI - Il consiglio comunale di Palermiti, all’unanimità, ha richiesto ufficialmente agli organi competenti l’istituzione della caserma dei Carabinieri. La seduta del consesso civico, presieduta dal sindaco Enrico Comi, si è svolta il 24 febbraio. “L’idea dell’istituzione della caserma – ha esordito Comi – non è nuova, in quanto anche in passato era stata avanzata da alcuni amministratori. Oggi, invece, l’istanza viene formalizzata con una delibera di consiglio”. Secondo il primo cittadino palermitese, “la stazione dei Carabinieri di Squillace, sotto la cui giurisdizione c’è anche il territorio di Palermiti, pur svolgendo un ruolo importantissimo a tutela della sicurezza pubblica, non può esercitare un efficace sistema di controllo per fronteggiare i diversi atti criminali che si registrano. Il gravissimo episodio delittuoso dello scorso agosto scorso, che ha visto Palermiti sulle prime pagine dei giornali, e i cospicui capitali che circolano in questo comprensorio per la realizzazione di interventi infrastrutturali e che possono far gola ai gruppi malavitosi impongono un capillare controllo del territorio”. Comi ha anche reso noto di avere di recente avuto un incontro con alcuni immigrati domiciliati a Palermiti al fine di contenere questioni di turbativa sociale, che pure si sono verificati. “Per questi motivi – ha aggiunto Comi - chiediamo un potenziamento di uomini e mezzi con l’istituzione di una nuova caserma a Palermiti a tutela della sicurezza dei cittadini”. Il sindaco ha preannunciato di mettere a disposizione uno degli edifici pubblici dismessi in cui collocare la nuova caserma. Nel dibattito, il consigliere di minoranza Franco Aloisi si è detto favorevole alla proposta, in quanto si tratta di una iniziativa importante. “Bisogna, però – ha aggiunto - indicare con chiarezza la destinazione dell’edificio per la nuova caserma, affinché la proposta non rimanga una mera dichiarazione d’intenti”. Per il consigliere di minoranza Paolo Petrelli, l’istituzione della caserma è importante in un territorio come quello palermitese. Lo stesso consigliere ha auspicato che la convergenza tra maggioranza e opposizione sull’istituzione della caserma possa essere trovata anche in futuro su altri argomenti che interessano il bene della comunità. Il capogruppo di maggioranza Domenico Notaro ha affermato che occorre lavorare tutti insieme per fare tutto il possibile per avere questa caserma. Nella stessa seduta, il consesso civico è stato chiamato a prendere atto delle dimissioni, per motivi di lavoro, del consigliere di minoranza Eliano Aiello, surrogato con il primo dei non eletti della lista “Palermiti nel cuore”, Paolo Petrelli. Alla riunione ha assisto, tra gli altri, il comandante della stazione dei Carabinieri di Squillace, maresciallo Lorenzo Pisani.

Salvatore Taverniti